• "Era il 2 maggio 2014, quando militanti di estrema destra e neonazisti ucraini, filo-europeisti, a Odessa, in Ucraina, aggredirono e massacrarono manifestanti comunisti e di sinistra, favorevoli all’indipendenza della regione del Donbass e contro l’entrata dell’Ucraina nell’UE."

    Così narrano il massacro di Odessa i meno infami, ma anche in questa narrazione c'è il falso e la superficialità.

    Intanto va detto che da quel massacro iniziò la guerra civile in Ucraina tra forze naziste sostenute dagli Stati occidentali e le popolazioni del Donbass, le quali dopo quella strage di Odessa hanno deciso collettivamente di difendersi armi in pugno. Ma cosa sono socialmente queste popolazioni del Donbass? Nella narrazione semplificata e subdola le si descrivono come popolazioni russofone, filo putiniane, anti-ue, qual'è invece la verità sociologica e di classe più profonda ?

    Nel Donbass vi è da sempre una forte concentrazione di classe operaia (operai, impiegati, minatori...) sindacalizzata e coesa. Dico "sindacalizzata" per definire una classe operaia non rivoluzionaria ed allo stesso tempo però assolutamente ostile al capitalismo liberista fatto di privatizzazioni, chiusure di aziende, speculazioni e di sopraffazione. Insomma una classe di "diritti e doveri" che non mette in discussione la gerarchia del lavoro e il profitto, ma pretende però che parte di quel profitto venga reinvestito e redistribuito in salario diretto e indiretto (stato sociale) senza tante discussioni. Sono stati proprio quegli operai lì ad imbracciare le armi.

    Le popolazioni del Donbass si sono formate culturalmente e politicamente nella grande industria dell'estrazione e della trasformazione delle materie prime, e sanno di essere fulcro della società, gente che se ne sbatte di massimizzare i profitti, che guarda con avversione l'aumento della produttività e la robotizzazione che toglie loro lavoro, che impone ritmi... Insomma quella gente è e resta, secondo i canoni liberisti da "capitale umano" una obsolescenza, un esubero da eliminare, è sostanzialmente l'operaio massa in versione Russa.

    Quell'operaio che in tutto l'occidente fu sconfitto ed eliminato negli anni 70/80, sostituito dall'operaio precario, flessibile, terziarizzato, disperso in mille mansioni e luoghi, disoccupato e marginale, schiacciato dalla finanziarizzazione dell'economia che ha ridotto la forza lavoro a orpello quasi inutile, senza diritti, da comprare al prezzo più basso possibile, usare e gettare.

    Ecco, quella classe operaia del Donbass rimane invece "conservatrice" si oppone a questo modello sociale e ai nazisti che cercavano di imporlo con l'occidente, il quale comunque valutava secondario questo obiettivo di eliminazione ma vedeva in quella popolazione un perfetto mezzo per provocare la Fed Russa, da qui la narrazione condivisa un po' da tutti di chiamare quella gente "russa o russofona" ma sono classe sociale !

    Ad Odessa i nazisti non hanno massacrato esseri umani in una discoteca ma dentro la casa dei sindacati dove i manifestanti anti-golpisti si erano rifugiati dopo essere stati bersagli di violenze da parte di nazifascisti e polizia (vi ricorda niente compagni ?) durante il corteo.

    Oh si, gente ribelle, determinata, rozza e molto diversa da noi, perché tradizionalista, religiosa, poco propensa ad assimilare culture LGBT e poco avvezza alle fantasy della woke culture, oltre che radicalmente antinazista... Stiamo parlando pur sempre di classe in sé letteralmente.

    Che l'indipendentismo e l'annessionismo non siano esattamente istanze rivoluzionarie non ci piove, che quelle popolazioni non lo siano di fatto come soggetti politici altrettanto vero, loro hanno scelto su basi tattiche e strategiche quello che come classe in questo momento gli garantiva vita e un futuro accettabile, cioè la Russia del democristiano Putin.
    Non hanno creduto alle favole sull'eldorado hollywoodiano occidentale che hanno trasformato l'altra parte del popolo ucraino in carne da macello e prostitute, loro sono stati le vittime sacrificali di una provocazione e lo hanno pagato col sangue.

    A Vadim Papura e tutti i martiri del massacro di Odessa.
    "Era il 2 maggio 2014, quando militanti di estrema destra e neonazisti ucraini, filo-europeisti, a Odessa, in Ucraina, aggredirono e massacrarono manifestanti comunisti e di sinistra, favorevoli all’indipendenza della regione del Donbass e contro l’entrata dell’Ucraina nell’UE." Così narrano il massacro di Odessa i meno infami, ma anche in questa narrazione c'è il falso e la superficialità. Intanto va detto che da quel massacro iniziò la guerra civile in Ucraina tra forze naziste sostenute dagli Stati occidentali e le popolazioni del Donbass, le quali dopo quella strage di Odessa hanno deciso collettivamente di difendersi armi in pugno. Ma cosa sono socialmente queste popolazioni del Donbass? Nella narrazione semplificata e subdola le si descrivono come popolazioni russofone, filo putiniane, anti-ue, qual'è invece la verità sociologica e di classe più profonda ? Nel Donbass vi è da sempre una forte concentrazione di classe operaia (operai, impiegati, minatori...) sindacalizzata e coesa. Dico "sindacalizzata" per definire una classe operaia non rivoluzionaria ed allo stesso tempo però assolutamente ostile al capitalismo liberista fatto di privatizzazioni, chiusure di aziende, speculazioni e di sopraffazione. Insomma una classe di "diritti e doveri" che non mette in discussione la gerarchia del lavoro e il profitto, ma pretende però che parte di quel profitto venga reinvestito e redistribuito in salario diretto e indiretto (stato sociale) senza tante discussioni. Sono stati proprio quegli operai lì ad imbracciare le armi. Le popolazioni del Donbass si sono formate culturalmente e politicamente nella grande industria dell'estrazione e della trasformazione delle materie prime, e sanno di essere fulcro della società, gente che se ne sbatte di massimizzare i profitti, che guarda con avversione l'aumento della produttività e la robotizzazione che toglie loro lavoro, che impone ritmi... Insomma quella gente è e resta, secondo i canoni liberisti da "capitale umano" una obsolescenza, un esubero da eliminare, è sostanzialmente l'operaio massa in versione Russa. Quell'operaio che in tutto l'occidente fu sconfitto ed eliminato negli anni 70/80, sostituito dall'operaio precario, flessibile, terziarizzato, disperso in mille mansioni e luoghi, disoccupato e marginale, schiacciato dalla finanziarizzazione dell'economia che ha ridotto la forza lavoro a orpello quasi inutile, senza diritti, da comprare al prezzo più basso possibile, usare e gettare. Ecco, quella classe operaia del Donbass rimane invece "conservatrice" si oppone a questo modello sociale e ai nazisti che cercavano di imporlo con l'occidente, il quale comunque valutava secondario questo obiettivo di eliminazione ma vedeva in quella popolazione un perfetto mezzo per provocare la Fed Russa, da qui la narrazione condivisa un po' da tutti di chiamare quella gente "russa o russofona" ma sono classe sociale ! Ad Odessa i nazisti non hanno massacrato esseri umani in una discoteca ma dentro la casa dei sindacati dove i manifestanti anti-golpisti si erano rifugiati dopo essere stati bersagli di violenze da parte di nazifascisti e polizia (vi ricorda niente compagni ?) durante il corteo. Oh si, gente ribelle, determinata, rozza e molto diversa da noi, perché tradizionalista, religiosa, poco propensa ad assimilare culture LGBT e poco avvezza alle fantasy della woke culture, oltre che radicalmente antinazista... Stiamo parlando pur sempre di classe in sé letteralmente. Che l'indipendentismo e l'annessionismo non siano esattamente istanze rivoluzionarie non ci piove, che quelle popolazioni non lo siano di fatto come soggetti politici altrettanto vero, loro hanno scelto su basi tattiche e strategiche quello che come classe in questo momento gli garantiva vita e un futuro accettabile, cioè la Russia del democristiano Putin. Non hanno creduto alle favole sull'eldorado hollywoodiano occidentale che hanno trasformato l'altra parte del popolo ucraino in carne da macello e prostitute, loro sono stati le vittime sacrificali di una provocazione e lo hanno pagato col sangue. A Vadim Papura e tutti i martiri del massacro di Odessa.
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  • What is the outlook for the biotechnology industry?


    The outlook for the biotechnology industry is one of cautious optimism, with promising growth on the horizon as it continues to address pressing global challenges in health, agriculture, and sustainability. In 2024, the global biotech market was valued at USD 761.5 billion, and it is expected to expand to USD 1,315.9 billion by 2033, driven by a robust compound annual growth rate (CAGR) of approximately 6.27% from 2025 to 2033. This positive trajectory reflects advancements in fields like gene therapy, biopharmaceuticals, and bio-based materials, supported by increased funding and technological innovation. Despite potential hurdles such as regulatory complexities and economic fluctuations, the industry’s steady progress signals a resilient and transformative future through the next decade.

    Read the full report here: https://www.imarcgroup.com/biotechnology-market

    #marketresearch #business #marketanalysis #markettrends #researchreport #marketreport #marketforecast #marketanalysis #marketgrowth #imarcgroup
    What is the outlook for the biotechnology industry? The outlook for the biotechnology industry is one of cautious optimism, with promising growth on the horizon as it continues to address pressing global challenges in health, agriculture, and sustainability. In 2024, the global biotech market was valued at USD 761.5 billion, and it is expected to expand to USD 1,315.9 billion by 2033, driven by a robust compound annual growth rate (CAGR) of approximately 6.27% from 2025 to 2033. This positive trajectory reflects advancements in fields like gene therapy, biopharmaceuticals, and bio-based materials, supported by increased funding and technological innovation. Despite potential hurdles such as regulatory complexities and economic fluctuations, the industry’s steady progress signals a resilient and transformative future through the next decade. Read the full report here: https://www.imarcgroup.com/biotechnology-market #marketresearch #business #marketanalysis #markettrends #researchreport #marketreport #marketforecast #marketanalysis #marketgrowth #imarcgroup
    WWW.IMARCGROUP.COM
    Biotechnology Market Outlook, Size, Share, Trends 2025-33
    Biotechnology market size reached USD 761.5 Billion in 2024 to reach USD 1,315.9 Billion by 2033 at a CAGR of 6.27% during 2025-2033.
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  • CARI AMICI, SECONDO LA MELONA, NON SI DEVE DRAMMATIZZARE IN ORDINE AI DAZI CHE SARANNO IMPOSTI ALL'ITALIA, NELLA MISURA DEL 20 %, COME PER TUTTI I PAESI DELLA UNIONE EUROPEA !!!!TRUMP, CONTRADDICENDO AI SUOI CONSIGLIERI, SI DIMOSTRA PRONTO A TRATTATIVE, PER CUI TUTTO IL MONDO LO SA E LA EX BORGATARA DELLA GARBATELLA, NON SARA' CERTO IL TRAMITE DELLE TRATTATIVE !!!! UN ABBRACCIO. BUONA GIORNATA.
    CARI AMICI, SECONDO LA MELONA, NON SI DEVE DRAMMATIZZARE IN ORDINE AI DAZI CHE SARANNO IMPOSTI ALL'ITALIA, NELLA MISURA DEL 20 %, COME PER TUTTI I PAESI DELLA UNIONE EUROPEA !!!!TRUMP, CONTRADDICENDO AI SUOI CONSIGLIERI, SI DIMOSTRA PRONTO A TRATTATIVE, PER CUI TUTTO IL MONDO LO SA E LA EX BORGATARA DELLA GARBATELLA, NON SARA' CERTO IL TRAMITE DELLE TRATTATIVE !!!! UN ABBRACCIO. BUONA GIORNATA.
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  • Porgi l’altra bomba di Marco Travaglio

    Vista la momentanea indisposizione di papa Francesco, fanno le sue veci alcuni teologi a mano armata, devoti al Vangelo secondo Caino. E ci spiegano quanto è cristiana la guerra. Ma si vergognano a tal punto da fingersi in missione per conto di Dio: il riarmo non ce lo chiede solo l’Europa, ma Gesù in persona (ci hanno parlato loro). Ha iniziato Vito Mancuso su Rep: “Non mi scandalizzo per niente dell’aumento delle spese militari… è irresponsabile non riconoscerne la necessità… Serve una forza militare adeguata, altrimenti non si è neanche presi in considerazione”. Perché – come dicono i suprematisti – “solo in Europa è rimasto lo statuto del diritto”. Tutto il resto del mondo è barbarie da baluba. Tale suor Paola, nella piazza serrapiattista (copyright Savino Balzano), è riuscita a dire restando seria: “L’esercito di riarmo è un’opportunità se ne facciamo un esercito di pace… tutti insieme, soprattutto i giovani… un’occasione di pace, di futuro…
    Se non abbiamo le armi, moriremo noi portatori dei valori della pace”. Poi è arrivato l’esegesi di Mario Deaglio, economista della Stampa: “Anche il Vangelo ci spinge all’autodifesa”, “Uno dei discepoli colpì con la spada uno di quelli venuti ad arrestare Gesù e gli staccò l’orecchio. Gesù… riattaccò l’orecchio, ma di certo non sgridò chi aveva sfoderato la spada”. Di certo un par di palle, direbbe Giobbe che era molto paziente. Gesù – narra l’evangelista Matteo – cazziò il feritore: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che prendono la spada periranno di spada”.

    L’altra sera, a DiMartedì, sdottoreggiava il teologo Corrado Augias: “San Paolo diceva che bisogna prepararsi ad affrontare il nemico. E poi è il Vangelo. E poi è la Bibbia. Se Hitler bussa alla tua porta e tu gli dici: ‘Chi è?’. ‘Sono Hitler’. ‘Ah prego, si accomodi, io sono un pacifista’, non va bene perché Hitler ti mangia vivo… Le armi servono”. Non sappiamo quale Vangelo parli di Hitler e dunque di Putin. Ma in quelli canonici c’è il Discorso della Montagna: “Fu detto: ‘Occhio per occhio e dente per dente’; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello” (Matteo); “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano” (Luca). In un altro passo di Luca, Gesù dice: “Se un re va in guerra contro un altro re, cosa fa prima di tutto? Si mette a calcolare se con diecimila soldati può affrontare il nemico che avanza con ventimila… Se vede che non è possibile, manda dei messaggeri incontro al nemico; e, mentre il nemico si trova ancora lontano, gli fa chiedere quali sono le condizioni per la pace”.

    Ma Gesù è un noto pacifinto putiniano.
    Porgi l’altra bomba di Marco Travaglio Vista la momentanea indisposizione di papa Francesco, fanno le sue veci alcuni teologi a mano armata, devoti al Vangelo secondo Caino. E ci spiegano quanto è cristiana la guerra. Ma si vergognano a tal punto da fingersi in missione per conto di Dio: il riarmo non ce lo chiede solo l’Europa, ma Gesù in persona (ci hanno parlato loro). Ha iniziato Vito Mancuso su Rep: “Non mi scandalizzo per niente dell’aumento delle spese militari… è irresponsabile non riconoscerne la necessità… Serve una forza militare adeguata, altrimenti non si è neanche presi in considerazione”. Perché – come dicono i suprematisti – “solo in Europa è rimasto lo statuto del diritto”. Tutto il resto del mondo è barbarie da baluba. Tale suor Paola, nella piazza serrapiattista (copyright Savino Balzano), è riuscita a dire restando seria: “L’esercito di riarmo è un’opportunità se ne facciamo un esercito di pace… tutti insieme, soprattutto i giovani… un’occasione di pace, di futuro… Se non abbiamo le armi, moriremo noi portatori dei valori della pace”. Poi è arrivato l’esegesi di Mario Deaglio, economista della Stampa: “Anche il Vangelo ci spinge all’autodifesa”, “Uno dei discepoli colpì con la spada uno di quelli venuti ad arrestare Gesù e gli staccò l’orecchio. Gesù… riattaccò l’orecchio, ma di certo non sgridò chi aveva sfoderato la spada”. Di certo un par di palle, direbbe Giobbe che era molto paziente. Gesù – narra l’evangelista Matteo – cazziò il feritore: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che prendono la spada periranno di spada”. L’altra sera, a DiMartedì, sdottoreggiava il teologo Corrado Augias: “San Paolo diceva che bisogna prepararsi ad affrontare il nemico. E poi è il Vangelo. E poi è la Bibbia. Se Hitler bussa alla tua porta e tu gli dici: ‘Chi è?’. ‘Sono Hitler’. ‘Ah prego, si accomodi, io sono un pacifista’, non va bene perché Hitler ti mangia vivo… Le armi servono”. Non sappiamo quale Vangelo parli di Hitler e dunque di Putin. Ma in quelli canonici c’è il Discorso della Montagna: “Fu detto: ‘Occhio per occhio e dente per dente’; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello” (Matteo); “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano” (Luca). In un altro passo di Luca, Gesù dice: “Se un re va in guerra contro un altro re, cosa fa prima di tutto? Si mette a calcolare se con diecimila soldati può affrontare il nemico che avanza con ventimila… Se vede che non è possibile, manda dei messaggeri incontro al nemico; e, mentre il nemico si trova ancora lontano, gli fa chiedere quali sono le condizioni per la pace”. Ma Gesù è un noto pacifinto putiniano.
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  • Oggi al Parlamento Europeo si sono tenuti due voti cruciali.

    Il primo riguarda il budget per il 2026, che continua a seguire ciecamente l’agenda del Green Deal, nonostante i devastanti effetti dell’ideologia verde sull’industria e sull’economia europea.

    Il secondo è sulla modifica dei documenti d’identità e dei permessi di soggiorno nell’UE. Con il voto favorevole anche del PPE, è passata la proposta che sostituisce la dicitura “sesso” con “genere”, permettendo a chiunque di dichiarare liberamente la propria identità in base alla propria percezione.

    Questo varrà anche per i permessi di soggiorno degli immigrati, aumentando il rischio per la sicurezza del continente: chiunque potrà identificarsi come uomo, donna o come altro altro con una semplice "X", rendendo ancora più difficile l’individuazione di minacce e terroristi.

    L’Europa di oggi è ostaggio di ideologie pericolose, dal fanatismo green al dogma woke. Serve un cambiamento radicale per garantire ai nostri figli un futuro prospero e sicuro.

    Source: https://x.com/isatovaglieri/status/1907410069781680181?t=1p8gUohcDb0iWA8HWDvM8w&s=19
    Oggi al Parlamento Europeo si sono tenuti due voti cruciali. Il primo riguarda il budget per il 2026, che continua a seguire ciecamente l’agenda del Green Deal, nonostante i devastanti effetti dell’ideologia verde sull’industria e sull’economia europea. Il secondo è sulla modifica dei documenti d’identità e dei permessi di soggiorno nell’UE. Con il voto favorevole anche del PPE, è passata la proposta che sostituisce la dicitura “sesso” con “genere”, permettendo a chiunque di dichiarare liberamente la propria identità in base alla propria percezione. Questo varrà anche per i permessi di soggiorno degli immigrati, aumentando il rischio per la sicurezza del continente: chiunque potrà identificarsi come uomo, donna o come altro altro con una semplice "X", rendendo ancora più difficile l’individuazione di minacce e terroristi. L’Europa di oggi è ostaggio di ideologie pericolose, dal fanatismo green al dogma woke. Serve un cambiamento radicale per garantire ai nostri figli un futuro prospero e sicuro. Source: https://x.com/isatovaglieri/status/1907410069781680181?t=1p8gUohcDb0iWA8HWDvM8w&s=19
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  • Nel frattempo a Bristol "La situazione è fuori controllo" Fino a 700 roulotte e case mobili sono ormeggiate in una delle zone più popolari di Bristol perché la gente non può permettersi di vivere. Città di tende e parchi di roulotte mobili continueranno a spuntare ovunque e a crescere in tutto il Regno Unito: la gente non può più permettersi di acquistare o affittare case dove il governo le regala tutte agli immigrati clandestini e a Blackrock & Co. Acquistando immediatamente quelle che diventano disponibili. Non possederete nulla e sarete felici.

    Meanwhile in Bristol "The situation is out of control" Up to 700 caravans and mobile homes are moored in one of Bristol's most popular areas because people can't afford to live there. Tent towns and mobile home parks will continue to pop up and grow across the UK as people can no longer afford to buy or rent homes where the government is giving them all away to illegal immigrants and Blackrock & Co. Buying up the ones that become available straight away. You'll own nothing and be happy.

    Source: https://x.com/RobertoAvventu2/status/1907141776210641312?t=wDXW87cETv6u90u0p4iCYA&s=19
    🚨🇬🇧Nel frattempo a Bristol "La situazione è fuori controllo" Fino a 700 roulotte e case mobili sono ormeggiate in una delle zone più popolari di Bristol perché la gente non può permettersi di vivere. Città di tende e parchi di roulotte mobili continueranno a spuntare ovunque e a crescere in tutto il Regno Unito: la gente non può più permettersi di acquistare o affittare case dove il governo le regala tutte agli immigrati clandestini e a Blackrock & Co. Acquistando immediatamente quelle che diventano disponibili. Non possederete nulla e sarete felici. Meanwhile in Bristol "The situation is out of control" Up to 700 caravans and mobile homes are moored in one of Bristol's most popular areas because people can't afford to live there. Tent towns and mobile home parks will continue to pop up and grow across the UK as people can no longer afford to buy or rent homes where the government is giving them all away to illegal immigrants and Blackrock & Co. Buying up the ones that become available straight away. You'll own nothing and be happy. Source: https://x.com/RobertoAvventu2/status/1907141776210641312?t=wDXW87cETv6u90u0p4iCYA&s=19
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  • L'euro fu scelto per far perdere competitività all'italia.
    L'euro servì a salvare, soprattutto, la Germania perché l'italia stava "disturbando" la loro economia.

    Al coglione in foto dovrebbe essere tolta la cittadinanza italiana.

    Source: https://x.com/___Anna22/status/1906806073941438705?t=Peoooj_7VvluB9MN2Zc6gA&s=19
    L'euro fu scelto per far perdere competitività all'italia. L'euro servì a salvare, soprattutto, la Germania perché l'italia stava "disturbando" la loro economia. Al coglione in foto dovrebbe essere tolta la cittadinanza italiana. Source: https://x.com/___Anna22/status/1906806073941438705?t=Peoooj_7VvluB9MN2Zc6gA&s=19
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  • MI CHIEDO SEMPRE PERCHE' QUESTO TIZIO NON E' IN CARCERE

    Romano Prodi dal 1992/1993 diede il via alla più grande svendita dei patrimoni e dei gioielli nostrani, regalandoli a gruppi stranieri e al suo amichetto, De Benedetti. Parliamo di Autostrade, Telecom, Alitalia, Iri, Motta, Cirio, Autogrill, Locatelli, Invernizzi, Buitoni, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Perugina, Mira Lanza, SME, Siv dell’Efim, il Nuovo Pignone dell’Eni, Acciai Speciali Terni, Ilva Laminati Piani, Italimpianti, Dalmine…
    “Smonterò il paese pezzo per pezzo“, disse Romano Prodi il 17 gennaio 1998, e per questi servigi ovviamente ebbe totale copertura mediatica dai giornali di Agnelli e De Benedetti.
    MI CHIEDO SEMPRE PERCHE' QUESTO TIZIO NON E' IN CARCERE Romano Prodi dal 1992/1993 diede il via alla più grande svendita dei patrimoni e dei gioielli nostrani, regalandoli a gruppi stranieri e al suo amichetto, De Benedetti. Parliamo di Autostrade, Telecom, Alitalia, Iri, Motta, Cirio, Autogrill, Locatelli, Invernizzi, Buitoni, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Perugina, Mira Lanza, SME, Siv dell’Efim, il Nuovo Pignone dell’Eni, Acciai Speciali Terni, Ilva Laminati Piani, Italimpianti, Dalmine… “Smonterò il paese pezzo per pezzo“, disse Romano Prodi il 17 gennaio 1998, e per questi servigi ovviamente ebbe totale copertura mediatica dai giornali di Agnelli e De Benedetti.
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  • SMEMBRANDO QUARTIERI

    Quello che fa inorridire non è solo la solita speculazione edilizia, l’ennesima cementificazione selvaggia che di certo non arricchirà il tessuto sociale, ma piuttosto i conti bancari di qualche investitore. No, la vera tragedia è culturale. Perché il problema non è solo cosa si costruisce, ma cosa si distrugge per farlo.

    Milano sta vivendo un lento processo di cancellazione della propria storia urbana, una rimozione sistematica di edifici e simboli che hanno dato identità ai quartieri. Non sono solo palazzi da riempire e svuotare come camere d’albergo, ma spazi che hanno segnato la crescita e l’evoluzione di intere comunità. Eppure, la città continua a smantellare tutto senza memoria, senza rispetto, senza una visione che vada oltre il profitto immediato. Decostruendo i quartieri, si cancella la storia. E nemmeno con la certezza che le casse pubbliche ne trarranno beneficio.

    Il caso del "Tamburello" di Affori

    L’ultimo esempio di questa politica dello sfregio urbano è il Tamburello, storico edificio tra via Astesani e la stazione FN di Affori. Un nome che forse non tutti conoscono, ma che per decenni ha rappresentato un punto fermo per il Municipio 9. Costruito negli anni ’60 su progetto degli architetti Vito e Gustavo Latis, ha ospitato una filiale della Banca Nazionale del Lavoro, poi un’edicola, un parcheggio, e infine è diventato uno spazio sociale con il collettivo Ri-make, prima dello sgombero nel 2018.
    Oggi, il Tamburello è destinato alla demolizione per far posto all’ennesimo complesso residenziale: nove piani, 21 appartamenti, spazi commerciali. Un progetto curato dalla società immobiliare Rehalta, parte del gruppo FG Invest, e affidato a Coima Image. La costruzione sarebbe dovuta partire da tempo, ma i lavori ancora non sono iniziati.

    Non si tratta solo di un vecchio edificio abbandonato. Il Tamburello era e poteva essere ancora un luogo di aggregazione, un punto di riferimento per il quartiere. La cittadinanza, consapevole di ciò che si sta per perdere, non è rimasta a guardare e ha lanciato una raccolta firme per chiedere al Comune di Milano di fermare la demolizione e valutare alternative concrete. La proposta è chiara: riqualificare invece di abbattere, trasformando l’edificio in un centro polifunzionale per associazioni, eventi culturali, laboratori artigianali e servizi di welfare.

    Ancora una volta, la città si muove senza la politica, perché tanto l’interesse per i quartieri si accende solo sotto elezioni. Milano si racconta come città europea, innovativa, inclusiva. Ma la verità è che le manca quella mentalità creativa che altrove ha permesso di valorizzare il patrimonio esistente senza distruggerlo.

    A Rotterdam bastano quattro case cubiche per fare scuola di architettura. A Londra si reinventano interi quartieri con moduli abitativi sostenibili. Qui, invece, si abbatte e si ricostruisce senza logica, senza sensibilità, senza una strategia che non sia quella del guadagno immediato.
    Ma tutto si altera. E tutto si deteriora. E comunque, il passato non ritorna.

    #SalviamoIlTamburello #Affori #Milano #RigenerazioneUrbana #SpeculazioneEdilizia #PartecipazioneCivica #CulturaNonSiDemolisce
    SMEMBRANDO QUARTIERI 🏗️💔 Quello che fa inorridire non è solo la solita speculazione edilizia, l’ennesima cementificazione selvaggia che di certo non arricchirà il tessuto sociale, ma piuttosto i conti bancari di qualche investitore. No, la vera tragedia è culturale. Perché il problema non è solo cosa si costruisce, ma cosa si distrugge per farlo. Milano sta vivendo un lento processo di cancellazione della propria storia urbana, una rimozione sistematica di edifici e simboli che hanno dato identità ai quartieri. Non sono solo palazzi da riempire e svuotare come camere d’albergo, ma spazi che hanno segnato la crescita e l’evoluzione di intere comunità. Eppure, la città continua a smantellare tutto senza memoria, senza rispetto, senza una visione che vada oltre il profitto immediato. Decostruendo i quartieri, si cancella la storia. E nemmeno con la certezza che le casse pubbliche ne trarranno beneficio. 📍 Il caso del "Tamburello" di Affori L’ultimo esempio di questa politica dello sfregio urbano è il Tamburello, storico edificio tra via Astesani e la stazione FN di Affori. Un nome che forse non tutti conoscono, ma che per decenni ha rappresentato un punto fermo per il Municipio 9. Costruito negli anni ’60 su progetto degli architetti Vito e Gustavo Latis, ha ospitato una filiale della Banca Nazionale del Lavoro, poi un’edicola, un parcheggio, e infine è diventato uno spazio sociale con il collettivo Ri-make, prima dello sgombero nel 2018. Oggi, il Tamburello è destinato alla demolizione per far posto all’ennesimo complesso residenziale: nove piani, 21 appartamenti, spazi commerciali. Un progetto curato dalla società immobiliare Rehalta, parte del gruppo FG Invest, e affidato a Coima Image. La costruzione sarebbe dovuta partire da tempo, ma i lavori ancora non sono iniziati. 🔎 Non si tratta solo di un vecchio edificio abbandonato. Il Tamburello era e poteva essere ancora un luogo di aggregazione, un punto di riferimento per il quartiere. La cittadinanza, consapevole di ciò che si sta per perdere, non è rimasta a guardare e ha lanciato una raccolta firme per chiedere al Comune di Milano di fermare la demolizione e valutare alternative concrete. La proposta è chiara: riqualificare invece di abbattere, trasformando l’edificio in un centro polifunzionale per associazioni, eventi culturali, laboratori artigianali e servizi di welfare. 💬 Ancora una volta, la città si muove senza la politica, perché tanto l’interesse per i quartieri si accende solo sotto elezioni. Milano si racconta come città europea, innovativa, inclusiva. Ma la verità è che le manca quella mentalità creativa che altrove ha permesso di valorizzare il patrimonio esistente senza distruggerlo. A Rotterdam bastano quattro case cubiche per fare scuola di architettura. A Londra si reinventano interi quartieri con moduli abitativi sostenibili. Qui, invece, si abbatte e si ricostruisce senza logica, senza sensibilità, senza una strategia che non sia quella del guadagno immediato. Ma tutto si altera. E tutto si deteriora. E comunque, il passato non ritorna. #SalviamoIlTamburello 🥁 #Affori #Milano #RigenerazioneUrbana #SpeculazioneEdilizia #PartecipazioneCivica #CulturaNonSiDemolisce
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  • Zuckerberg non salda il conto di 877 milioni con il fisco italiano, il nodo della gestione dei dati personali
    Gli inquirenti ritengono che ci sia stata e ci sia tuttora una «permuta tra beni differenti», che deve essere soggetta all'Iva e che quindi va tassata...

    https://www.corriere.it/economia/aziende/25_aprile_02/zuckerberg-non-salda-il-conto-di-877-milioni-con-il-fisco-italiano-il-nodo-della-gestione-dei-dati-personali-0588227f-d786-4bd8-be2a-1b5a275dbxlk_amp.shtml
    Zuckerberg non salda il conto di 877 milioni con il fisco italiano, il nodo della gestione dei dati personali Gli inquirenti ritengono che ci sia stata e ci sia tuttora una «permuta tra beni differenti», che deve essere soggetta all'Iva e che quindi va tassata... https://www.corriere.it/economia/aziende/25_aprile_02/zuckerberg-non-salda-il-conto-di-877-milioni-con-il-fisco-italiano-il-nodo-della-gestione-dei-dati-personali-0588227f-d786-4bd8-be2a-1b5a275dbxlk_amp.shtml
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